Una nuova ondata di cambiamento sta attraversando il settore dei pagamenti digitali. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, due giganti della distribuzione come Walmart e Amazon starebbero lavorando all’emissione di proprie stablecoin. L’obiettivo è chiaro: creare un sistema di pagamento istantaneo, più efficiente e meno costoso, riducendo – o addirittura eliminando – la dipendenza dai tradizionali circuiti Visa e Mastercard.
Una notizia che ha già scosso i mercati. Le azioni di Visa sono scese del 5%, Mastercard ha perso il 4%, e anche altri operatori come PayPal e American Express hanno visto un calo.
I limiti (e le opportunità) di una rivoluzione
Nonostante le reazioni iniziali, diversi analisti hanno invitato alla cautela: integrare le stablecoin nei pagamenti retail non è affatto semplice. Non solo per motivi normativi e tecnici, ma anche per la difficoltà nel cambiare abitudini consolidate dei consumatori.
Le carte di pagamento, soprattutto di debito, continuano a essere convenienti per gli esercenti, grazie ai bassi costi di interscambio. Inoltre, i pagamenti istantanei e le soluzioni account-to-account, già disponibili in molti paesi, faticano ancora a imporsi.
Anche i precedenti contano. PayPal, per esempio, ha lanciato nel 2023 la propria stablecoin (PYUSD), ma nonostante i 400 milioni di utenti, il risultato è stato modesto. La mancanza di una spinta significativa, di una domanda strutturata e di un ecosistema cripto diffuso ne hanno limitato l’impatto.
Il contesto europeo: una strada da costruire
In Europa, l’attenzione sul tema dei pagamenti digitali è altissima. I dati della BCE e dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano confermano che i pagamenti elettronici stanno superando il contante in modo strutturale. Tuttavia, la dipendenza dai circuiti internazionali resta forte: in Italia Visa e Mastercard detengono oltre il 60% del mercato delle carte.
Questa situazione apre un dibattito urgente sulla sovranità digitale. Sempre più operatori della GDO europea stanno valutando modelli alternativi, sfruttando le opportunità offerte dall’Open Banking, dalle tecnologie NFC, dai wallet digitali e dai pagamenti A2A.
Anche le autorità europee si stanno muovendo. La PSD2 e le nuove proposte PSD3 e FIDA mirano a creare un’infrastruttura finanziaria più aperta e integrata. L’obiettivo è dare alle imprese e ai cittadini europei strumenti per gestire direttamente i propri pagamenti, senza passare da intermediari extra-UE.
Le banche sempre più marginali
Nel frattempo, il ruolo delle banche si riduce. Con la rete di sportelli in costante calo, i servizi di pagamento sono sempre meno venduti dai canali tradizionali. Questo apre spazi enormi per nuovi attori: fintech, GDO, piattaforme digitali.

In questo scenario, la vera sfida non è solo tecnologica, ma strategica: chi controllerà i dati e le relazioni con il cliente finale? Le banche tradizionali rischiano di restare spettatrici, mentre gli operatori più agili conquistano fette sempre più grandi del mercato.
Il futuro dei pagamenti? Decentralizzato, istantaneo e integrato
È ormai evidente: ci stiamo muovendo verso un sistema di pagamenti in cui la combinazione tra stablecoin, wallet digitali e infrastrutture open banking sarà centrale. In Europa si aprono spazi di innovazione e concorrenza, in particolare nei settori a basso margine come la GDO, dove ogni punto percentuale risparmiato sulle commissioni può fare la differenza.
La domanda da porsi è: riuscirà l’Europa a costruire un’alternativa credibile? I segnali sono incoraggianti, ma serve visione, collaborazione tra pubblico e privato e investimenti a lungo termine. È il momento giusto per fare scelte coraggiose.
Link utili per approfondire
- European Payments Initiative (EPI): www.epicompany.eu
- Approfondimento su PSD3 e Open Finance: fintechinsights.eu/articolo/psd3-open-finance-europa-2025
- Wallet Vuolli e PagoIBAN: www.ibanway.com






