L’Italia continua a mostrare un ritardo significativo rispetto ad altri Paesi europei nell’adozione dei pagamenti digitali, secondo un recente studio del centro studi di Unimpresa.
Con una media di 199,5 operazioni online pro-capite, l’Italia si colloca ben al di sotto della media dell’area euro, che è di 370 operazioni per cittadino. Paesi come la Francia e la Germania, con rispettivamente 424 e 329 operazioni pro-capite, dimostrano un utilizzo molto più diffuso degli strumenti di pagamento elettronici. Il Lussemburgo, con 8.738 transazioni pro-capite, guida la classifica, mettendo in evidenza il notevole divario tra l’Italia e le nazioni europee più avanzate.

Tuttavia, sebbene l’Italia si trovi in una posizione di svantaggio, i dati del report di Unimpresa rivelano anche segnali di crescita nei pagamenti digitali. Nel 2023, le operazioni digitali hanno raggiunto un valore complessivo di 11mila miliardi di euro, di cui il 94% è rappresentato da bonifici, seguiti da assegni bancari, circolari e carte di pagamento. Questo incremento non ha impedito alla “moneta di plastica” di registrare una crescita significativa: le transazioni effettuate con carte di credito e di debito sono passate da 382 miliardi di euro nel 2022 a 426 miliardi di euro nel 2023, con un aumento di 44 miliardi di euro (+11,5%).
Anche il numero di carte in circolazione è aumentato in modo significativo. Nel 2023, erano in circolazione oltre 120 milioni di carte, suddivise tra 21 milioni di carte di credito, 67 milioni di carte di debito e 33 milioni di carte prepagate.
Questo rappresenta un incremento di oltre 5 milioni di unità rispetto al 2022 (+4,5%), con 300mila carte di credito in più (+1,4%), 2,7 milioni di carte di debito in più (+4,2%) e 2,1 milioni di carte prepagate in più (+7,1%). Quest’ultimo dato è particolarmente interessante, poiché le carte prepagate sono sempre più utilizzate dai genitori per gestire le paghette settimanali dei figli minorenni.
Parallelamente a questi sviluppi, l’Italia si trova ad affrontare nuove sfide poste dall’Open Banking e dall’integrazione dei wallet digitali. Questi strumenti, nati per facilitare l’accesso ai servizi finanziari e migliorare l’esperienza utente, stanno lentamente guadagnando terreno. L’Open Banking, in particolare, rappresenta un’opportunità per ridurre il gap digitale, offrendo ai consumatori e alle imprese un accesso più semplice e diretto ai dati finanziari e ai servizi di pagamento.
Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa, ha sottolineato l’importanza di un’adozione equilibrata delle tecnologie digitali nei pagamenti, evitando che l’innovazione diventi una barriera per chi non è avvezzo all’uso di strumenti digitali. È fondamentale garantire un’inclusione digitale che permetta a tutti i cittadini di trarre vantaggio dalle nuove tecnologie, senza imporre un abbandono forzato del contante, che continua a rappresentare una forma di libertà e privacy per molti italiani.
Nel complesso, l’Italia deve colmare il ritardo nei pagamenti digitali rispetto agli altri Paesi europei, sfruttando al meglio le opportunità offerte dall’Open Banking e dai wallet digitali.
Questo approccio permetterà di promuovere un’adozione più ampia e consapevole delle tecnologie finanziarie, garantendo al contempo inclusività e libertà di scelta per tutti i cittadini.
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